pubblicato da latorredibabele domenica, 30 settembre 2007 , 23:33 in birmania
"Una macchia di rosso, colore simbolo della rivolta del popolo birmano, sui media italiani come segno di solidarietà ai colleghi e ai cittadini che rischiano la vita in queste ore in Myanmar in nome della libertà".Questa la proposta lanciata da Information Safety and Freedom, che sostiene l’iniziativa lanciata dai conduttori del Tg1 e propone di allargarla a tutti. "I media comunicano attraverso simboli e grafica. Se i giornali e i telegiornali uscissero con un segnale visibile di solidarietà nell’abbigliamento dei conduttori di tg o nella grafica dei giornali, questo darebbe testimonianza della compattezza della categoria al fianco dei colleghi presi di mira dalla repressione della giunta militare birmana e a sostegno della pacifica protesta del popolo e dei monaci di quel Paese. La battaglia per i diritti umani non ha confini. Oggi siamo tutti birmani, così come ci sentiamo iraniani, iracheni, afghani, russi, cinesi, colombiani, filippini. La repressione sanguinaria della vita e della libertà dell’uomo non può mai essere considerata un «affare interno». La libertà è affare di tutti. A cominciare dai giornalisti". E allora metto in questo blog che ha sempre perseguito l’idea della pace e della non-violenza, del diritto alla vita e della convivenza civile, il pavone combattente birmano, come simbolo di battaglia per la democrazia. E la scritta in rosso, di lato, a favore di tutti i popoli oppressi. L'ultimo blogger da Rangoon
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