pubblicato da pinoscaccia venerdì, 27 giugno 2003 , 22:55 in immigrazione
Si sono incatenati davanti a Palazzo Medici Riccardi, la sede della Prefettura di Firenze. Suore domenicane, preti, alcuni missionari da più di 25 anni. Hanno chiesto un incontro con il prefetto per esprimere una netta denuncia della politiche sull'immigrazione del governo. La legge Bossi-Fini, i cui decreti attuativi sono appena stati emanati, è palesemente discriminatoria: «Crea esseri umani di serie A e di serie B». C'erano don Alessandro Santoro della comunità delle piagge di Firenze, noto in città per le sue lotte contro devianza ed emarginazione, don Renzo Fanfani, il prete operaio e parroco di Avane, don Andrea Vigalli, vicedirettore della Caritas diocesana. Tutti hanno aderito all'appello lanciato dai frati comboniani qualche settimana fa, che ha registrato le firme di 15 vescovi italiani, come il Cardinal Tattamanzi, vescovo di Milano, il vescovo di Nola, quello di Aciu Reale e Lamezia Terme. «Giustizia per gli immigrati», «Dove c'è giustizia senza compassione ci sarà sempre rabbia violenza e sangue», c'era scritto sui cartelli. Sono lì, ha spiegato don Santoro, per mostrare l'impegno della Chiesa contro i soprusi, le retate e le espulsioni per le persone straniere che vivono nel nostro paese. Andrea Agnolucci
Commenti





























