pubblicato da scaccia domenica, 30 novembre 2008 , 01:22 in africa
Disegno di Rosalba Falzone. Volando dalle parti di Timbuctu
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“Dopo un pò di titubanze , accetto di parlare di Georges , credo sia utile per spiegare cosa può significare la condivisione. Georges è il fratello di Hassane, più volte menzionato nel tuo blog. Nel 1988 , abitavamo a Bologna , mio marito dirigeva l'ufficio tecnico di un grosso ospedale, il primo ricordo legato ad Hassane sono due paia di scarpine che un giovane uomo del Mali ,in quel momento in Italia per un dottorato di ricerca, si rigirava con orgoglio nelle mani. Eravamo a casa di mia cognata che si occupava di questo gruppo di maliani laureati venuti in Italia per fare un dottorato di ricerca. Quel giovane ci raccontò che nella sua casa in Africa erano nati due gemelli. Per un anno non avemmo più notizie fino a quando mia cognata ci comunicò che i piccoli erano arrivati in Italia: non stavano bene, erano già ricoverati in una struttura ospedaliera, ed avevano bisogno di aiuto.Quando li ho incontrati è stato amore a prima vista, Hassane arzillo, era molto spaventato dall'essere passato da un mondo di neri ad un mondo di bianchi, l'ospedale inoltre lo aveva spaventato molto, ma subito il piccolo si staccò dalle gonne della mamma, prese la mano mia e di mio marito, e possiamo dire non ci siamo quasi più lasciati, Hallusenù il gemello era invece nel lettino, con flebo, di peso esattamente la metà del fratello. Ci organizzammo per fare turni in ospedale. Quando Hassane fu dimesso, la famiglia me lo affidò per lunghi periodi, con molta naturalezza, l'abbiamo aiutato a crescere, con lui mi sono risentita mamma, è stato un grande amore, un amore che dura tuttora .Quando Hallussenù aveva quattro anni purtroppo è morto, quasi fra le braccia di mio marito mentre correva verso l'ospedale. Purtroppo anche il padre dopo poche settimane che aveva discusso la sua tesi , e mentre la famiglia si accingeva a ritornare a casa è morto, era gennaio, Hassane frequentava la prima elementare, in fretta a quel punto si dovette organizzare il rientro della padre, con la mamma ed anche il piccolo Hassane doveva partire. Dire quanto sia stato dolorosa la separazione non è facile si può solo intuire, anche mio marito decise in fretta preparò tutti i documenti ed accompagnò tutti in Mali, il mio dolore fu attutito dal fatto che in aeroporto lui stava ben stretto alla mano di mio marito. Mio marito fu accolto da tutta la famiglia con tanto affetto e deferenza grati del gesto fatto verso una donna vedova, gli fu persino permesso di entrare alla moschea per il funerale, mentre le donne stavano a casa, per tradizione le donne non possono andare. La mamma che era in lutto, stava stesa in una stuoia, mentre tutto il villaggio le porgeva le condoglianze. Da allora il piccolo tutte le estati è venuto in Italia per le vacanze , eccetto un periodo che ammalato di malaria non trovando giovamento alle cure ha completato la terza elementare a Bologna, accolto con gioia dalle sue maestre, e dai suoi compagni di scuola. Perciò è stato naturale quando ha deciso per l'università venire in Italia: a marzo conseguirà la laurea di primo livello. Georges, fratello di Hassane, è nato sei anni fa. All'età di 15 mesi ha bevuto per errore della soda caustica, è iniziato un calvario terribile prima per settimane in Mali , "con le conoscenze che hai dell'Africa puoi immaginare come può essere un ospedale ,"dopo alcuni mesi è arrivato a Bologna dove è stato operato una prima volta , dopo un anno una seconda volta , era già programmato un terzo intervento perchè il piccolo non ha più potuto alimentarsi normalmente, ha ingerito per anni solo liquidi è latte, questa volta ha eseguito un nuovo intervento a Rom a,per desiderio della mamma. Dodici ore è durato,l'intervento, venti giorni la rianimazione, altro tempo l'ha trascorso sempre in ospedale, i medici hanno chiesto come condizione alla mamma di non riportare il piccolo a casa fino a quando non sarà sicuro il risultato .Dovendo la mamma rientrare, perchè il suo lavoro non le permetteva altre assenze , è stato naturale per me accoglierlo, non sappiamo ancora quanto sia servito questo ulteriore intervento fatto , per il momento Georges, viene alimentato attraverso un sondino gastrico, ha una fistola nel collo, ed un sondino naso-gastrico, per ora non ingerisce neppure la saliva Ha uno sguardo triste , direi disperato, io e mio marito lo coccoliamo molto , ma spesso scoppia in un pianto dirotto ..Vorrei aggiungere un grazie alle mie figlie che hanno sempre appoggiato le mie scelte. Ho spiegato ai miei nipoti che l'Italia sarà una nazione multietnica e di questo dovranno tenerne conto, per loro è naturale, Ho avuto anche in affido dal tribunale dei minori un adolescente, clandestino dall'età di tredici anni del Marocco, aveva preso una brutta china, ha studiato da cuoco, ora lavora è molto bravo, serio, responsabile, ogni tanto passa, lui sa che nel bisogno può contare su noi , ma questa è un' altra storia”. Lorena Se ognuno di noi salvasse almeno un bambino, cambieremmo il mondo
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