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Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità ProfessioneReporter
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pubblicato da pinoscaccia martedì, 21 luglio 2009, 01:30 in america, russia
pubblicato da scaccia giovedì, 07 agosto 2008, 21:44 in america
L’aspetto più drammatico è rappresentato dalla scritta: “Only a dream”, solo un sogno. L’altro è che la gente fa la fila, soprattutto bambini come in tutti i luna park. Del resto il divertimento costa poco, un dollaro, e la curiosità di osservare come si fanno parlare i presunti terroristi è tanta. L’attrazione, diciamo così, è nel parco divertimenti di Coney Island, New York. La pratica rappresentata è quella del waterboarding. Tutti robot: quando si spengono le luci (gli spettatori stanno dietro le sbarre come fosse una cella) arriva un pupazzo incapucciato che mette acqua nel naso e nella bocca di un altro pupazzo con la tuta arancione, come i prigionieri di Guantanamo. E’ l’ultimo sistema di interrogatorio che le autorità non considerano una tortura nonostante le proteste di tante associazioni e la denuncia della stampa. Certamente il caso ricorda le polemiche a Milano, ricordate?, per la simulazione di un giustiziato sulla sedia elettrica (poi rimosso). Adesso non voglio fare moralismi, non c’è bisogno, ma sono realmente preoccupato se anche l’orrore è mostrato alle nuove generazioni come se fosse tutto finto. Il problema non è americano, è di tutto il nostro mondo, perchè ormai abbiamo importato la malaugurata abitudine di confondere realtà con reality, dove non si distingue più niente. Arriverà un momento in cui vedendo un morto per strada ci aspetteremo che qualcuno esca all’improvviso gridando “Scherzi a parte!” Ma ti pare che è morto davvero? Il dolore non esiste, è soltanto un’invenzione. BlogTg1
pubblicato da latorredibabele venerdì, 01 agosto 2008, 01:17 in america, cina, web
Pechino: dorme tra la folla
Liu e Gary hanno più o meno la stessa età, sui quarant’anni, ma non si conoscono e abitano in posti molto lontani. Sicuramente le loro storie sono molto diverse. Liu Shokov è un insegnante cinese, Gary McKinnon è un kacker gallese. I loro destini sono così contrari che costituiscono storie esemplari di due mondi contrastanti, unico elemento in comune la passione per il computer. Gary addirittura è un mostro informatico: in un anno è entrato in decine di migliaia di siti americani violandone quasi cento, compresi quelli del Pentagono, della Nasa e di tutte le forze armate statunitensi. Una volta si è anche firmato con il nick con cui è diventato famoso, “Solo”. Ha forzato un migliaio di parole chiave: in molti casi, racconta, semplicemente digitando la parola “password”. Ora rischia grosso perchè l’operazione è avvenuta subito dopo l’11 settembre 2001. “Cercavo tracce di Ufo” spiega ma se sarà estradato, come sembra, rischia 60 anni di galera per terrorismo e di finire a Guantanamo. In galera Liu invece ci sta già. Anzi in quella che in Cina chiamano “campo di rieducazione-tramite-lavoro”. Insomma si è beccato un anno di lavori forzati (senza processo) per aver messo sul blog le foto del terremoto di Sichuan in cui morirono novemila studenti perchè le scuole erano fatte male, i soldi pubblici finiti nelle tasche dei governanti. La colpa è di aver “incitato a disordini”. Certo, i familiari delle vittime si sono leggermente alterati. Non è il solo blogger cinese, del resto, a stare in galera: attualmente ce ne sono 57. E con l’arrivo delle Olimpiadi rischiano anche gli occidentali, nonostante i filtri poderosi della censura. Non c’è una morale comune a queste due storie se non una riflessione sulla libertà. Nella terra degli occhi a mandorla stanno ancora (si sapeva) alla preistoria dei diritti umani, negli Stati Uniti la conferma che la vita non è un film. Ed è preoccupante sapere che basta un tizio strambo e normalmente brillo (lo dice lui) per entrare in segreti che dovrebbero essere rigorosamente inaccessibili, perchè possono addirittura decidere i destini del mondo. BlogTg1
pubblicato da latorredibabele martedì, 15 luglio 2008, 22:00 in america
Contrattempo nell'esercitazione: un bossolo incandescente si infila nella maglia di un marine. Filmato
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