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pubblicato da pinoscaccia
Bruxelles. Velocemente. Tra poco ho un aereo per Francoforte, cambio poi per Dubai. Arrivo stanotte alle tre, alle sette di domattina la solita Kamair per Kabul. A risentirci presto, spero. Fate come se foste a casa vostra, perche' in fondo lo e'.
Bruxelles. Parole, parole. Otto ore ininterrotte di parole. Briefing dopo briefing, anche durante il pranzo che per gli americani non può essere un pranzo normale, sennò si perde tempo, ma naturalmente un "working lunch". Insomma analisi su analisi per spiegare quant'è difficile sistemare le cose in Afghanistan. Grazie, lo sapevo: ma guai a dirglielo. Tutto sommato comunque sono ottimisti e smorzano anche le accuse di Gates. Non è vero che gli europei sono sanguisughe. Certo, non possono dirlo a otto giornalisti europei con cui cercano complicità mettendo in piedi quest'operazione. Dentro il quasi inaccessibile quartier generale della Nato, hanno parlato diplomatici, esperti della ricostruzione, addetti alla sicurezza, dirigenti dei team operativi. Interessante tutto sommato, ma niente di nuovo per chi conosce Kabul e dintorni. Ho chiesto a un pezzo grosso: ma è vero che avete litigato con Karzai? E lui: ma no! Però non mi è sembrato credibile. Ho chiesto anche quanto ci vorrà ad uscire dal pantano e quali sono le soluzioni, ma non ho ricevuto risposte concrete. Lo ammetto: erano domande troppo difficili. Dopo la scorpacciata di parole, due passi a Bruxelles. Città strana, contraddittoria: personalmente alle luci finte preferisco la città vecchia, più vera. Gli immigrati sono la maggioranza assoluta, per strada si vedono solo loro, di tutte le razze. I pochi belgi mi hanno colpito per l'assenza di sorrisi. Hanno preso il peggio di francesi e tedeschi. Sembrano tutti incavolati. E non per il freddo.
Bruxelles. Parlavo qualche giorno fa dell'Italia, di quanto fosse bello e da difendere il nostro Paese. Qui il discorso si allarga. Nel cuore d'Europa ti rendi conto che il continente non riesce a decollare. Eppure anche qui ci si sente a casa. Sono entrato in Belgio senza far vedere passaporto, niente, proprio come un volo nazionale. E' già stato detto che gli europei hanno radici locali troppo antiche e troppo forti per credere in un reale discorso comune. Non è insomma come negli Stati Uniti dove si è partiti da zero e tutti si sono sentiti americani. Ma è un peccato perchè un'Europa forte può davvero dire la sua ed essere nobilissimo contraltare ai cosidetti padroni del mondo. Rifaremo il discorso ma certo che da qui fa ancora più male leggere le notizie che arrivano da Belgrado. Cosa fanno i serbi? Non vanno in Kosovo, ma devastano la propria capitale, assaltano le ambasciate, sfogano una rabbia che confina con l'odio. Così i Balcani tornano a infiammarsi e non è un bel segno, con tante aree del mondo in piena guerra.
pubblicato da pinoscaccia
Dunque, sto in Lussemburgo. I belgi dicono che per riposarti devi venire qui, perche’ non succede niente, e’ come se andassi in pensione. Pensare che Bruxelles non brilla certo per frenesia. Da domattina seguiro’ il consiglio d’Europa in attesa dell’allargamento dell’unione. Da queste parti si “sente” davvero l’Europa. E ci si rende conto che abbiamo di fronte una grande occasione. Un’Europa “vera”, unita potrebbe costituire un grande contraltare allo strapotere degli Stati Uniti. L’Europa potrebbe competere a livello economico e militare, mentre sul piano culturale avrebbe tanto da insegnare agli attuali “padroni del mondo”. Personalmente ci credo, ma ci vorranno alcune generazioni per arrivarci. La nostra forza e’ anche la nostra debolezza: le culture nazionali sono cosi’ forti che superarle concettualmente non e’ facile. Piu’ facile e’ stato per gli americani partire da zero. La moneta comune che ha ben presto superato il dollaro ha bisogno adesso di essere accompagnata da una lingua comune. La scuola deve impegnarsi nel bilinguismo. Per esempio l’Iraq. Doveva essere l’Europa, tutta insieme, a decidere l’eventuale intervento dopo ampio dibattito al parlamento europeo. Sarebbe stato tutto diverso. Ci arriveremo?Strano web. Arrivo qui e mi ritrovo il portale Rai bloccato. Non solo non posso intervenire, ma non posso neppure leggere stasera “La torre di Babele”. Cosi’, mi ritrovo volentieri qui, sperando che in qualche maniera mi rintracciate. Per una volta, avere tanti blog mi fa piacere. |