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pubblicato da latorredibabele sabato, 30 giugno 2007, 17:56 in colombia
Bogotà - Ieri le Farc hanno annunciato la morte di undici deputati del Dipartimento del Valle (Cali) que erano stati sequestrati cinque anni fa. Non si sa come peró il quando era del 18 di giugno e questi dieci giorni di silenzio lasciano molto all'immaginazione che da queste parti è particolarmente fervida. Con stranezza non ho travato la notizia in nessun giornale italiano. Quando sará che la Colombia diverrá oggetto di attenzione anche in Italia? Danilo Conta
pubblicato da latorredibabele martedì, 03 aprile 2007, 23:06 in reporter, colombia
L’Unesco ha deciso di assegnare ad Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata lo scorso anno, il premio ‘Guillermo Cano per la libertà di stampa’ 2007. “Anna Politkovskaya ha dimostrato un incredibile coraggio e determinazione nel riportare gli eventi in Cecenia dopo che il mondo intero aveva dimenticato quel conflitto” si legge nella motivazione con cui una giuria internazionale di quindici giornalisti ha spiegato i motivi del riconoscimento postumo alla giornalista scomparsa. (...) La cerimonia di consegna si svolgerà il 3 maggio, giornata mondiale della libertà di stampa. Per l’occasione è stata scelta come sede della cerimonia Medellin, in Colombia, città natale di Guillermo Cano, il giornalista alla cui memoria è stato istituito il premio e che 20 anni fa fu assassinato a causa delle sue denunce contro i baroni nel narcotraffico. (Misna)
Qualche anno fa, a Bogotà, incontrai la vedova di Guillermo Cano. Pablo Escobar, l'uomo che ordinò di ucciderlo, era ancora vivo e comandava il narcotraffico mondiale.
Bogotà - (...) Non è scappata neppure una signora coraggio. Gli obiettivi dei narcos sono i poliziotti, i giudici e spesso i giornalisti che denunciano le collusioni. Il maggiore quotidiano della capitale, "El Espectador" è da anni sotto tiro: sei redattori sono stati uccisi e anche il direttore Guillermo Cano, il primo ad attaccare Escobar. Incontriamo la sua vedova. "La mia vita oggi è molto agitata. Come si fa a pensare di rischiare la vita per un articolo o un titolo. Non sono coraggiosa, ma bisogna fare qualcosa". Anamaria Cano in realtà è molto forte perchè ha il coraggio del pudore. Quasi piangendo, di nascosto, ci confida un desiderio. D'incontrare per una volta i criminali. Per chiedergli perchè. Il perchè di tutta questa violenza, dell'odio. Per chiedergli come fanno a dormire. Soprattutto per chiedergli se un giorno smetteranno.
pubblicato da latorredibabele lunedì, 12 febbraio 2007, 11:35 in colombia
Una turista italiana è stata uccisa durante una rapina nella località balneare di Cartagena, in Colombia. Secondo il quotidiano El Universal, Maurizia Ascoli, 51 anni, stava passeggiando con il marito Gianbattista Traverso, 74 anni, lungo l'avenida Rafael Nunez, nel quartiere coloniale della città. Improvvisamente due uomini in sella a una motocicletta hanno cercato di scippare l'italiana. I coniugi (che avevano in mente di stabilirsi a Cartagena dove avevano comprato un casa) hanno reagito. Una mossa che ha innescato la violenza dei rapinatori che hanno sparato e colpito a morte la donna. Il proiettile infatti l'ha colpita al torace. Ferito anche il marito, ora ricoverato in ospedale con una lesione all'addome. Le sue condizioni sono gravi. Non è la prima volta per i turisti italiani a Cartagena Una terra sempre in guerra
E ancora nessuna novità su Danilo Conta: sequestro di Stato?
pubblicato da latorredibabele giovedì, 02 novembre 2006, 11:32 in persone, colombia
OTRO ITALIANO DESAPARECIDO. Bogotà. El señor Danilo Conta Marinelli, desapareció el día 4 de octubre del año en curso en el centro de Bogotá, a eso de las 8:30AM, donde tenía que cumplir una cita en la Corte Suprema de Justicia, entidad que lo había citado para ratificar denuncia que ante esa autoridad jurisdiccional había presentado. El ciudadano italiano lleva en el país aproximadamente treinta años, tiene un Restaurante en el Norte de la ciudad llamado “Gourmet Alpino”.El Señor Conta hacía días había expuesto personalmente al Señor Fiscal general de la Nación, la preocupación por su vida e integridad personal como consecuencia de los litigios que enfrenta con algunos funcionarios y exfuncionarios del estado colombiano. Para mayor información del ciudadano italiano consultar google.com.co y en buscar: colocar Danilo Conta Marinelli. Cualquier información hacérmela llegar al correo solonokis@yahoo.com
Più volte, lo ricorderete, ho raccontato la storia di Danilo Conta ospitando le sue email dalla Colombia. Lo avevo conosciuto a Bogotà anni fa. Trentino, piccolo imprenditore della ristorazione, Conta fu rapito a Caldas e rilasciato per cento milioni di lire dopo sette mesi di prigionia. Esattamente 219 giorni passati sulle Ande con il nono fronte del Farc. In quei mesi sulla montagna Danilo perse trenta chili. Un'esperienza drammatica e pesante che serve anche a capire chi sono i guerriglieri, i banditi-campesinos. "Tutti bambini. Gli ho anche insegnato a leggere e scrivere", mi raccontò. Lui non è fuggito, come hanno fatto altri ma è rimasto in Colombia, una terra che ha sempre profondamente amato. Ma il pagamento di quel riscatto ha segnato la fine di tutte le attività, una vicenda complessa che ha portato Conta a sfidare la Corte Suprema. Un braccio di ferro coraggioso e impari che gli ha fatto pagare prezzi alti, come mi scrisse in una delle ultime email: "Da anni ho intrapreso una titanica lotta contro la corruzione che prima di farmi sequestrare ha cercato inutilmente di farmi deportare dalla Colombia. Anche se non ci sono riusciti hanno ad ogni modo ottenuto il loro proposito di lasciarmi nella piú completa indigenza nella speranza che me ne vada. E ti garantisco che lo faró dopo che riusciro a far giustizia nei confronti dei responsabili della mia mancara deportazione che tra l'altro sono stati tutti perfettamente identificati. Certo la giustizia in Colombia non é delle migliori, ma con l'aiuto dei media italiani spero di farcela." Ora Danilo Conta è scomparso, come mi ha annunciato un suo amico colombiano con questo accorato appello, e temo fortemente per la sua vita, un rischio del resto che lui stesso ha messo in conto sfidando i potenti locali in un Paese dove le leggi sono molto relative. Le ultime notizie risalgono al 4 ottobre. Un mese fa. Tifo per lui, con tutto il cuore. Anche perché ho il rimpianto di non aver fatto di più per lui, nonostante le ripetute grida d’aiuto.
pubblicato da latorredibabele martedì, 24 gennaio 2006, 01:17 in persone, colombia
Lettera da Bogotà. “Caro Pino, ti sto mando la lettera che Jessica ha inviato alla Console d'Italia in Colombia. In poche parole giá in due occasioni l'Ufficio Visti dell'Ambasciata ha negato a Jessica il visto per poter visitare sua madre che non vede da sei anni, malgrado la documentazione sia in regola. La scusa é che hanno paura che la ragazzina (15 anni) rimanga in Italia con sua madre. Nel frattempo Jessica non potrá nemmeno esercitare il suo sacrosanto diritto di richiedere il riconoscimento della paternitá di un padre che vuole sottrarsi alle sue responsabilitá dalle quali si é sottratto in tutti questi anni...! E come sempre questa ragazzina si ritrova sola a lottare con la nostra burocrazia”. d.c.
26 gennaio: "Fra tante tristi notizie finalmente una bella...Domenica prossima Jessica partirá per Roma!
La Console dell'Ambasciata italiana si é commossa ed ha fatto il miracolo".
pubblicato da latorredibabele martedì, 13 dicembre 2005, 19:54 in colombia
Lettera di una figlia. “Il mio nome è Evelina, la figlia di Paolo Caradonna,morto a Cartagena in circostanze misteriose il 28 ottobre. Finalmente dopo tanto tribolare sono riuscita a far ritornare la salma di mio padre in Italia. E’ stato un mese infernale, da quando abbiamo letto ciò che era accaduto su un quotidiano locale,e solo in seguito comunicatoci dall’ambasciata,a quando all’aeroporto di Malpensa ho visto arrivare (dopo cinque ore di sdoganamento) quella misera bara, non ti dico il mio stato d’animo; Ho una grande rabbia dentro….il problema sai qual è? Che mio padre non era figlio dì,non era nipote dì,perché parliamoci chiaro quello che conta è il cognome che portiamo, la posizione socio-economica che occupiamo, le amicizie che ci circondano. So che giustizia non ne avrò mai, ma voglio ridare a mio padre la dignità che ogni essere umano ha e che gli hanno tolto, picchiandolo,derubandolo,trattandolo con indifferenza e come se fosse un pacco! A tutt’oggi non so come sono andate veramente le cose, non passa un minuto della mia giornata in cui non ci penso,mi sembra così assurdo… così irreale… Ho dentro troppa rabbia non posso rimanere in silenzio e farò tutto ciiò che mi sarà possibile fare,questo glielo devo,no? Il primo novembre abbiamo contattato l’ambasciata perché avevamo letto su un quotidiano locale che papà era morto, da quel giorno è iniziato il mio calvario, l mio vuoto…i miei sensi di colpa,quasi ogni giorno dovevo essere io a contattare il signor (…) per avere notizie di qualsiasi genere su mio padre,telefonate,fax…telefonate,fax,risposte fredde,superficiali,assurde per una persona sola nel suo dolore. Ho atteso per un mese il rientro della salma,ti sembrerà assurdo ma quando è arrivato a Malpensa mi sono sentita sollevata ,felice di averlo finalmente riportato a casa. La salma è partita venerdì 25 novembre da Cartagena,è rimasta a Bogotà in un deposito della Lufthansa fino a domenica,poi è ripartita fino a Francoforte ed è arrivata qui in Italia solo martedì 29, umiliato fino alla fine,trattato come una bestia,ti rendi conto?” Evelina Caradonna La storia
pubblicato da latorredibabele domenica, 20 novembre 2005, 22:06 in colombia
Colombia. Da Bogota'. “Carissimo Pino, tre a zero solo nel 2005! Ma torniamo indietro di qualche anno ed il numero aumenta esponenzialmente. Giacomo Turra é stato il primo, poi un altro italiano a Santa Marta del quale non si é parlato molto. Una trentina di sequestri di cittadini italiani (yo incluso) con qualche morto durante il sequestro o nel corso della liberazione. Tornando al 2005 Un cittadino italiano residente in Germania e sposato con una colombiana, viene in Colombia per fare un investimento e lo ammazzano gettando il cadavere nel rio Maddalena. Ci sono di mezzo dei poliziotti in servizio. Poi é il turno di Paolo Caradonna che ripete il copione di Giacomo... Finalmente si scopre che un altro italiano, Maurizio Maria Bisignano scomparso dal 12 settembre scorso é stato ucciso a bastonate per rubargli 12.000 euro dal conto. La descrizione dell'omicidio é a dir poco agghiacciante. Sembra che lo abbiano sepolto vivo...Da anni mi chiedo perché queste cose succedono prevalentemente con gli italiani e la risposta sembra essere una sola. Con gli italiani si puó fare qualsiasi cosa, tanto le loro autoritá non dicono e non fanno niente. Transeat che questi fatti accadano a mano di delincuenti incalliti, ma quando gli autori sono funzionari dello stato colombiano, protetti da un sistema giudiziario a dir poco inefficiente, per non dire corrotto, le cose assumono aspetti che esigono l'intervento diretto e deciso della nostra rappresentanza diplomatica, che troppo spesso si trincera dietro un comodo muro di silenzio. A volte il silenzio diventa implicita complicitá. Dio non voglia che la prossima vittima si chiami Danilo Conta. Certo le minacce non mancano, ma sono disposto a correre il rischio pur di svelare la veritá circa la mia mancata espulsione dalla Colombia. Non sono disposto a permettere che questa storia che compie dieci anni, finisca sotterrata sotto un cumulo di fandonie, solo per proteggere personaggi di spicco della Bogotá bene. Voglio, esigo, pretendo che si sappia la veritá e per farlo ho bisogno del tuo aiuto e dell'aiuto delle nostre autoritá in Colombia. Pare che in questi giorni giunga a Bogotá il nuovo ambasciatore (Dottor Antonio Tarelli) Cercheró un appuntamento per chiedere il suo aiuto. La settimana prossima verró notificato ufficialmente di una ennesima decisione di archiviare l'investigazione (é la terza) contro l'ex Fiscale Generale Alfonso Gomez Mendez. (Governo Samper 1994-1998) Sará
la Plenaria della Camera dei Deputati che deciderá il mio ricorso in appello e spero che ció avvenga prima di Natale perche il Congresso in Colombia va in vacanza dal 20 di dicembre al 20 di marzo...Vacanze lunghe e pagate naturalmente....” Danilo Conta --->
Venezuela. Paola Carlesi D’Amico ha ventotto anni, una bambina di tre che piange inconsolabile, la pistola alla testa di una banda di sequestratori. E da qualche parte del Venezuela ci sono altri sette italiani come lei in ostaggio di altri rapitori. Eppure, niente. Non ne sappiamo niente. Peggio: per rosicchiare spiccioli nel fondo del barile là dove meno si notano i tagli, il nostro governo ha abolito la missione anti- sequestro che avevamo nel Paese sudamericano. E tiene da mesi la nostra comunità, che implora un aiuto, appesa al rinvio. E’ la cinquantaquattresima italiana rapita negli ultimi cinque anni, la giovane Paola. Meglio: 54 sono quelli di cui abbiamo notizia. Secondo gli investigatori, che già sono chiamati a occuparsi di circa 300 rapimenti «ufficiali» l’anno, il fenomeno sarebbe aggravato dal diffusissimo il sistema dei sequestri-lampo. Raramente denunciato dalle famiglie alle autorità e risolto nel giro di poche ore col pagamento di un riscatto contenuto. A volte poche decine di migliaia di euro. O meno ancora.
pubblicato da latorredibabele mercoledì, 09 novembre 2005, 18:38 in colombia
La polizia colombiana ha annunciato che il cadavere rinvenuto in una zona di campagna a quasi 70 chilometri da Barranquilla e' dell'italiano Maurizio Maria Bisignano, 29 anni, di Caserta, misteriosamente scomparso in Colombia lo scorso 12 settembre. Furio Ricciardello, console onorario italiano nella citta' ha ricordato giorni fa che Bisignano era giunto da Roma il 12 settembre scorso nella citta' di Barranquilla insieme ad un amico colombiano, e che ad informarlo della scomparsa era stata una persona che, inviata dai familiari, e' giunta due settimane fa in Colombia per cercare di trovarlo. ''L'unica cosa che abbiamo potuto accertare - aveva spiegato Ricciardello - e' che Maurizio aveva trovato alloggio in un albergo del centro, insieme all'amico e che, dopo la sua scomparsa, sono stati via via ritirati, attraverso un Bancomat della citta', i soldi che vi aveva depositato per circa 40 milioni di pesos, piu' o meno 15 mila euro''.
Appena due settimane fa era morto in Colombia, a Cartagena, un altro italiano, Paolo Caradonna. Anche lui in circostanze misteriose.
pubblicato da pinoscaccia martedì, 01 novembre 2005, 23:08 in colombia
In diretta da Bogota’ Un nuovo caso "Turra" a Cartagena! Le notizie sono frammentarie perche qui la veritá é impossibile da stabilire.... specie quando ci sono di mezzo le autoritá...Il telegiornale locale dice che da sette giorni c'é il cadavere di un italiano alla morgue di Cartagena e stanno aspettando che il Consolato passi a raccoglierlo. Come sempre il morto era alterato per consumo di droga... fra tre mesi ci diranno i risultati delle analisi che nel frattempo potranno essere riviste e corrette come è accaduto con il caso di Giacomo. Figurati che non hanno nemmeno detto il nome e il cognome di questo povero cristo... Non ti stupire se un giorno ti diranno che anch'io sono stato trovato morto, vittima di una sobredosis (fumo solo marlboro) o magari di un anonimo carro pirata. Domani ti faró avere nuove notizie se il giornale sará piu preciso, certo che la notizia é uscita una settimana dopo l'accaduto e questo dice molto.... Danilo Conta
Il caso di Giacomo Turra Interviste nel carcere di Bogota' con i corrieri della droga
Raccogliamo la storia di Danilo Conta. Quasi cinquantenne, trentino, piccolo imprenditore della ristorazione, Conta è stato rapito una sera d'estate di due anni fa in una villetta nel dipartimento di Caldas e rilasciato per cento milioni di lire dopo sette mesi di prigionia. Esattamente 219 giorni passati sulle Ande con il nono fronte del Farc. I guerriglieri sono circa trentamila. La metà milita nel Farc (forze armate colombiane) divise in una settantina di divisioni. Danilo Conta in quei mesi sulla montagna ha perso trenta chili. Un'esperienza drammatica e pesante che serve anche a capire chi sono i guerriglieri, i banditi-campesinos. "Tutti bambini. Gli ho anche insegnato a leggere e scrivere". Danilo Conta non è fuggito, come hanno fatto altri. La storia

Il reportage di Baldoni dalla Colombia (2001)
"In sette settimane in Colombia sono passato con la leggerezza d un cherubino un po' tonto in situazioni anche abbastanza rischiose, in una nazione in guerra da quarant’ anni. Cosa ho capito? Mah, mica tanto"
pubblicato da pinoscaccia domenica, 14 agosto 2005, 18:30 in persone, colombia
In diretta da Bogota’ - Carissimo Pino, mentre in Italia sono tutti al mare, io da queste parti mi trovo in un mare...di guai, ragion per cui come al solito mi rivolgo a te, nella speranza que mi butti un salvagente. Ti sto inviando copia della denuncia che ho presentato alla Corte Suprema di Giustizia e la copia dell'iter criminis relativo alla mia mancata espulsione dalla Colombia del 1996, con annessi e connessi incluso uno spiacevole sequestro di sette mesi. Dopo nove anni di battaglie giuridiche che non sono servite a nulla, perché da queste parti la giustizia letteralmente non esiste, ho preso la decisione di dare pubblicitá a questa vicenda vergognosa, in cui alcuni funzionari del Ministero degli Esteri Colombiano e della polizia politica DAS si sono prestati per fare un favore ad un delinquente (condannato penalmente) cercando di buttarmi dalla Colombia. Non ci sono riusciti, peró mi hanno lasciato sul lastrico e lo Stato non vuole assumersi questa responsabilitá, anche se in prima istanza ho vinto con una sentenza che sara difficile ribaltare... Dopo tanti anni sono riuscito a stimolare l'interesse di alcuni programmi d'opinione radio e televisione colombiani che mi stannno aiutando, peró credo che il colpo grosso dovrebbe partire dai media italiani per dare un aspetto internazionale a questa chiara negazione di giustizia che ti assicuro posso dimostrare con prove indiscutibili. Tra parentesi il Fiscale Generale che ho denunciato (Luis Camilo Osorio Isaza) verrá in Italia come Ambasciatore del Governo colombiano. L'anno prossimo (la campagna é giá iniziata) ci saranno le elezioni in Colombia e tutto fa presagire che malgrado oggi sia proibito, si cambierá la Costituzione per rieleggere l'attuale presidente. Da queste parti si dice che le leggi e le donne sono fatte per essere violate.... Dimenticavo: questo e' un Paese dove far sparire un ficcanaso e' uno scherzo... Danilo Conta
“LAS ARMAS CONTRA LA VIOLENCIA Y LA CORRUPCIÓN DEBEN SER LA VERDAD, LA JUSTICIA Y LA REPARACIÓN.” -->
pubblicato da pinoscaccia mercoledì, 20 luglio 2005, 22:13 in reporter, colombia
Dalla Colombia Hollman Morris, il più importante e conosciuto giornalista della tv colombiana, conduttore di "Contravìa", giornalista più volte minacciato di morte nel suo paese. e vincitore dell'Human Right Watch Prize 2005 parteciperà alla sezione "Raffaele Ciriello - Il mestiere del giornalimo di guerra" nell'ambito della sesta edizione del Lucania Film Festival [Pisticci (Matera) dal 22 al 24 luglio 2005. Il 23, serata centrale, sara’ proiettato per intero “A rischio della vita” lo speciale Tg1 di Pino Scaccia. Lucania Film Festival
(Da un mio speciale sulla Colombia, qualche anno fa, quando ancora comandava Pablo Escobar). Non è scappata una signora coraggio che incontriamo a Bogotà. Gli obiettivi dei narcos sono i poliziotti, i giudici e spesso i giornalisti che denunciano le collusioni. Il maggiore quotidiano della capitale, "El Espectador" è da anni sotto tiro: sei redattori sono stati uccisi e anche il direttore Guillermo Cano, il primo ad attaccare Escobar. Incontriamo la sua vedova, Anamaria: "La mia vita oggi è molto agitata. Come si fa a pensare di rischiare la vita per un articolo o un titolo. Non sono coraggiosa, ma bisogna fare qualcosa". Anamaria Cano in realtà è molto forte perchè ha il coraggio del pudore. Quasi piangendo, di nascosto, ci confida un |