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pubblicato da latorredibabele
Il giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Della Pietra, ha rigettato l'ennesima richiesta di scarcerazione per gravi motivi di salute di Bruno Contrada, detenuto nel carcere militare campano per scontare una condanna a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto annunciato ieri dallo stesso ex funzionario del Sisde quella respinta dal magistrato sarà l'ultima richiesta di differimento della pena avanzata dall'ex 'superpoliziotto' per "motivi di dignità personale". Il legale di Contrada, l'avvocato Giuseppe Lipera, contesta la decisione del giudice Della Pietra presa, sostiene, "nonostante un quadro clinico che fa letteralmente atterrire e impaurire" ed esprimendo "il concetto che può essere scarcerato solo il detenuto in coma irreversibile o malato assolutamente terminale". Il penalista si chiede "come mai non può essere scarcerato Contrada mentre gli arresti domiciliari per motivi di salute furono concessi a Erich Priebke, a Ovidio Bombressi prima della grazia e a Silvia Baraldini". Ansa
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Fare terra bruciata, letteralmente, intorno ai rom che vivono nella periferia est di Napoli. Decine di persone, ma c'é chi ne stima almeno cinquecento, sono scese in azione nel pomeriggio per costringere alla fuga i nomadi, con un crescendo di azioni intimidatorie: lancio di bottiglie molotov, irruzione e lancio di sassi tra le baracche, minacciose esibizioni di spranghe e mazze. Vistisi alle strette i nomadi sono fuggiti verso l'insediamento più grande, quello di via Malibran, sorvegliato dalla polizia: nei due campi più piccoli appena lasciati sono entrate le "ronde" degli abitanti di Ponticelli, che hanno incendiato tutto. A tre giorni dal fermo della sedicenne rom accusata di aver tentato di rapire una bimba di sei mesi, oggi nel quartiere di Ponticelli è improvvisamente esplosa la tensione accumulata per anni contro i nomadi. Una sola la parola d'ordine, tra i cittadini che sono scesi in strada: i rom devono andarsene per sempre. E allora ecco le bottiglie incendiarie, le irruzioni nei campi, il vero e proprio assedio per indurre i nomadi alla fuga. Il piano sicurezza Sono circa 160mila i rom, sinti e camminanti in Italia. Di questi, 70mila hanno cittadinanza italiana e 90mila provengono dai Balcani (in costante aumento quelli dalla Romania, che si aggirano sui 60mila). La stima è dell'Opera Nomadi, secondo cui l'Italia è tra i Paesi europei con la più bassa percentuale di rom/sinti (0,3%). Questa minoranza, rileva l'associazione, è caratterizzata da una bassa speranza di vita (l'età media è di 40-50 anni) e dalla presenza di un'alta percentuale di minori (il 60% di questa popolazione ha meno di 18 anni). Dossier pubblicato da latorredibabele
Dovrà scontare tre anni di carcere Corrado Avaro, un 30enne che a luglio dell'anno scorso, guidando ubriaco uccise una ragazza di 16 anni a Pinerolo, nel torinese. Messo inizialmente sotto inchiesta per omicidio volontario, l'ipotesi di accusa era stata poi derubricata in omicidio colposo. Avaro aveva gia' sulle sue spalle due precedenti per guida in stato di ebbrezza, del 1999 e del 2004. Nell'inverno del 2006 la patente gli venne sospesa per due mesi e quindici giorni. La vita rischiosa sulle strisce
Un milione di dollari per una foto attuale di una delle vittime di Josef Fritzl, il mostro di Amstetten, in Bassa Austria. Come previsto è cominciata la gara tra i media internazionali per accaparrarsi le prime foto delle vittime dell'agghiacciante caso di incesto, che ha visto una ragazza segregata per 24 anni in uno scantinato e che ha sistematicamente violentato avendo da lei sette figli. La polizia dà letteralmente la caccia ai paparazzi scatenati, che tentano di nascondersi dietro gli alberi attorno alla clinica dove sono ricoverati sette membri della famiglia Fritzl, scrive oggi il quotidiano 'der Standard', aggiungendo che l'ospedale ha incaricato anche un servizio di sicurezza privato dopo una rissa tra una squadra televisiva e un dipendente della clinica. Secondo il quotidiano una testata avrebbe offerto un milione di dollari per una foto attuale di una delle vittime. Repubblica.it
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Cosa è accaduto esattamente la sera del 16 aprile nella macchia che circonda la stazione di La Storta? Ma, soprattutto, cosa è accaduto nelle ore e nei giorni immediatamente precedenti e successivi? La procura della Repubblica di Roma raddoppia i pubblici ministeri incaricati dell'istruttoria sulla violenza e il tentato omicidio della ragazza sudafricana e ne secreta gli atti. Atto formalmente neutro, utile a proteggere l'accertamento dei fatti, ma, al tempo stesso, rivelatore di come, in soli sette giorni, lo "spin" della campagna elettorale dell'uno e dell'altro schieramento abbia lavorato a tal punto in profondità sugli eventi di quella notte da metterne in discussione, se non la sostanza (incontrovertibile), l'architettura, l'uso e la rappresentazione che ne sono stati offerti. Repubblica.it
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Maroni dovrebbe tornare al Viminale. Ricordo che l'altra volta la prima azione che fece fu di far bonificare la stanza. Adesso non è ancora ministro dell'interno e già lancia, anzi accredita l'idea delle ronde. Un prezzo da pagare a vecchi e nuovi elettori leghisti, esasperati dalla violenza continua. Effettivamente l'ultima nefandezza di un cittadino rumeno fa gridare all'orrore, anche se la balordaggine non ha confini. Ma il problema non è questo, tutti siamo profondamente convinti che la sicurezza è fra le priorità assolute da affrontare. E' l'idea della ronda che è inutile e malsana. Di Pietro, da magistrato, gli ha già risposto: il progetto è anticostituzionale. Se i cittadini dovessero arrivare a difendersi da soli sarebbe poi la sconfitta clamorosa dello Stato. Abbiamo visto cosa succede nei Paesi dove vige la legge della giustizia fai-da-te. Ho seguito una notte una ronda nel Padovano. Patetica. Se un paio di banditi albanesi o rumeni o nordafricani fossero usciti dal buio, cosa sarebbe successo di quel manipolo di simpatici cittadini che hanno trovato la maniera di passare una serata diversa? Per carità, non abbiamo bisogno di eroi. E facciamo discorsi seri. Dossier violenza Seppellito sotto pochi centimetri di terra, la polizia turca ha ritrovato questa sera verso la mezzanotte locale, il cadavere nudo di Giuseppina Pasqualino, l'artista milanese di 33 anni scomparsa dal 31 marzo scorso ad Istanbul dove era arrivata insieme con un'amica italiana. A portare i poliziotti sul posto - in una zona disabitata nei pressi del villaggio di Tavsanli, presso la localita' di Gebze, a pochi km dalla citta' di Kocaeli (un'ora d'auto da Istanbul) - e' stato lo stesso omicida, reo confesso e gia' pregiudicato per furto. Una notizia di cronaca come tante, una ragazza uccisa, la curiosità di quel vestito da sposa. Gli amici la chiamavano Pippa e il suo era un progetto di pace, quel vestito aveva un senso preciso. C'è il sito Bridesontour a spiegare il progetto: "Un sogno ambizioso e poetico. Il sogno di percorrere in autostop i paesi che sono stati sconvolti da guerre recenti e non sempre completamente sedate. Il viaggio non sarebbe il normale viaggio di due viaggiatrici ardite, ma il viaggio di due bellissime spose vestite per un matrimonio che forse è già avvenuto o che non avverrà o forse è rappresentato dal viaggio stesso . Un matrimonio con la terra , la pace, con la gente tutta, alla ricerca dello sposo? Chi è e cosa rappresenta lo sposo? Due le spose, due il numero dell’incontro, del reciproco e del femminino, del pari,del multiplo,del diverso. Le letture di un gesto artistico di questo tipo sono infinite. La sposa è il bianco, la luce, il femminino, generatrice di vita, quindi di pace, dell’amore e della purezza". Un sogno spezzato, nel peggiore dei modi. Il mondo non è ancora pronto all'idea della pace. Ciao, Pippa pubblicato da latorredibabele
Un uomo di 35 anni, Luis Ernesto H.A., è morto, questa notte, dopo essere stato investito da un'auto, mentre attraversava Corso Vittorio a Torino. Ad investire l'uomo una Fiat Punto, il cui conducente è poi fugggito. Nonostante i soccorsi Luis Ernesto H.A. è morto sul posto. I rilievi sono effettuati dalla squadra Infortunistica della Polizia Municipale di Torino che dispone di numerosi elementi, forniti da testimoni, per la ricerca dell'investitore.I pedoni sono a rischio sulle strade italiane, dovrebbero essere i più protetti e invece risultano un soggetto debole. Almeno a giudicare i dati Istat: secondo gli ultimi elaborati disponibili, nel 2006 dei 5.669 morti sulle strade italiane nel 13,4% dei casi si trattava di pedoni (6,3% i feriti, 21.062), 758 persone, praticamente due al giorno. Il restante 86,6% di vittime è costituito da conducenti (66,1%) e da trasportati (20,5%), ma nelle statistiche Istat i pedoni hanno l’indice di gravità più alto (3,5), ovvero il rapporto tra il numero dei morti e il numero totale dei morti e dei feriti moltiplicato 100. Circa 60 pedoni al giorno sono coinvolti in investimenti e il rischio di infortunio causato da investimento stradale risulta particolarmente alto per la popolazione anziana sia con riferimento ai valori assoluti dei coinvolti, sia rapportando tali valori agli anni compresi nelle classi: dei 758 morti del 2006 221 avevano tra i 75 e gli 84 anni ed erano soprattutto maschi (446); dei 21.062 feriti 4.205 avevano tra i 70 e gli 84 anni. Riguardo i giovani, ancora secondo i dati Istat, i bambini da 10 a 13 anni coinvolti in investimenti sono stati 797 - mediamente 199,3 per ciascun anno della classe - ma il rischio investimento è maggiore per i ragazzi di 14-15 anni: nel 2006 ne risultarono coinvolti 543, in media 271,5 per ciascun anno di età. Corriere.it
Un bambino di sei anni ha portato a scuola una pistola allarmando non poco la maestra. E' successo in una scuola elementare di Catanzaro. L'insegnante, con tatto, si e' fatta consegnare l'arma, scoprendo solo allora che aveva il tappo rosso. Nell'istituto e' comunque intervenuta la polizia, che ha accertato come il giocattolo fosse stato acquistato dai genitori del bimbo. Ecco, ci siamo. L'America (quella sbagliata) è vicina.
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Sono in corso di consegna a 37 procure italiane gli atti inviati dalla magistratura romana per competenza territoriale sui titolari di depositi nel Liechtenstein. I carteggi sono stati inviati per posta. Complessivamente sono 390 gli indagati per omessa e infedele denuncia dei redditi, ma il rischio prescrizione, trattandosi di fatti risalenti ad un'epoca che finisce nel 2002, è concreto poiché i reati configurati decadono in sette anni e mezzo. Le procure alle quali sono stati trasmessi gli atti e che, oltre a quella di Roma, dovranno indagare sono: Alba, Arezzo, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Busto Arsizio, Castrovillari, Como, Ferrara, Firenze, Genova, Grosseto, La Spezia, Lanciano, Lucca, Mantova, Milano, Modena, Montepulciano, Monza, Napoli, Orvieto, Padova, Pisa, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Savona, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verona e Vicenza. C'é anche una scrittrice: Adriana Cartotti Oddasso, studiosa di Santa Caterina da Siena (34 milioni di euro). Ansa.it I fantasmi di Tangentopoli
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Tutto è partito due mesi fa quando da Londra arrivò all’agenzia delle entrate una lista di quattrocento conti riconducibili a persone o aziende italiane. Ecco adesso che spuntano i primi nomi. In testa alla lista, anche per l’entità del conto (cinque milioni e mezzo di euro) c’è Vito Bonsignore, europarlamentare già dell’Udc passato ora nel Popolo delle Libertà, indagato nell’inchiesta sulla scalata della Banca Nazionale del Lavoro. In realtà dalla lista rispuntano molti nomi legati alle indagini su tangentopoli. Un altro è Carlo Sama, ex amministratore Montedison, delfino di Raul Gardini, che insieme ad altri esponenti della famiglia Ferruzzi ha portato nella banca di Valduz cinque milioni di euro. Ci sono altri politici come Luigi Grillo, siciliano, amico del banchiere Fiorani, che però ha già smentito. La lista è lunga e in qualche maniera datata poiché Heinrich Kieber, l’ex impiegato della Liechtenstein Group da cui i servizi segreti tedeschi hanno comprato la lista ha trafugato quei nomi nel 2002. Una presenza notevole riguarda industrie farmaceutiche, soprattutto il gruppo che fa capo alla famiglia Mian: addirittura 400 milioni di euro. Con conti molto più modesti nell’elenco ci sono anche docenti e personaggi dello spettacolo. Le indagini sono portate avanti da almeno una decina di procure italiane. Per ora l’accusa, da accertare, è di evasione fiscale ma la vicinanza con mani pulite potrebbe riservare sorprese.
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Momenti di tensione in un asilo di Reggio Calabria dove un uomo, Cristian Familiari di 32 anni, armato di taglierino si è barricato all'interno di un asilo a Reggio Calabria, il "Girotondo", in via Bolzano, e sta minacciando i bambini ed una maestra. All'interno dell'asilo, una struttura privata nella zona sud di Reggio Calabria, si troverebbero una decina di bambini e una maestra. Il gesto dell'uomo sarebbe legato a problemi economici connessi alla chiusura di due attività economiche. Familiari, il quale secondo quanto riferito dagli investigatori che sono sul posto non è sposato e non ha figli, attraverso una finestra dell'asilo 'Girotondò sta "negoziando" con il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Franco Scuderi, e con il sindaco, Giuseppe Scopelliti. In passato Familiari è stato proprietario di due esercizi commerciali che poi ha chiuso per problemi economici. Corriere.it Un blitz della polizia ha costretto alla resa l'uomo armato di taglierino che ha tenuto in ostaggio per cinque ore una decina di bambini e la loro maestra all'interno dell'asilo privato "Il girotondo" nella zona sud di Reggio Calabria. Nuove ombre sul caso di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto a Ferrara il 25 settembre 2005 dopo un intervento della polizia. Un video di dodici minuti, registrato alla Scientifica quando il ragazzo era già cadavere, ma ancora disteso sull'asfalto, sembra aggiungere altro orrore alla vicenda. Immagini girate prima dell'arrivo del medico legale (alle 9.30), acquisite durante il processo in corso a carico di quattro agenti accusati di omicidio colposo, documentano ulteriormente la scena del delitto (dove compaiono una decina di poliziotti): il volto tumefatto del ragazzo, le mani livide e sporche di terra, i pantaloni abbottonati, il suo telefonino su una panchina, a distanza di oltre 20 metri. Non ci sono manganelli nelle vicinanze, neppure il portafoglio di Federico. Poi niente sangue accanto al volto adagiato sulla strada. Fotogrammi che sembrano cozzare, secondo i legali della famiglia, con le fotografie scattate dal medico legale: qui il ragazzo è ritratto con una macchia di sangue del diametro di 20 centimetri alla sinistra del capo, il suo portafoglio compare nella tasca del giubbotto, i jeans sono slacciati. Quanto ai manganelli, rotti durante la colluttazione tra gli agenti e il ragazzo, si materializzano in questura solo nel pomeriggio. E poi ci sono i dialoghi del video, elemento nuovo dell'indagine, per i quali il pm ha ordinato la trascrizione: frasi mescolate a rumori di fondo, pronunciate da chi forse non immaginava di essere registrato. Subito, all'inizio delle riprese, si sente una gran risata, proveniente da qualcuno, non immortalato dalla telecamera, ma chiaramente vicino al cadavere. Corriere.it
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Aumentano gli omicidi al nord (più 16%) anche se il sud e le isole restano teatro del 53% del totale; è impennata del numero delle donne uccise (più 32,1%) e cresce il numero di stranieri vittime (uno su cinque) e assassini (uno su tre). Ma il rapporto Eures-Ansa sull'andamento degli omicidi volontari (dati aggiornati al 31 dicembre 2006) conferma l'Italia come uno dei paesi più sicuri d'Europa. In rapporto alla popolazione, solo in Norvegia vi è un indice di rischio inferiore (0,7 contro l'1,0 di Italia, Danimarca, Germania, Spagna; 1,3 di Gran Bretagna; 1,6 della Francia; 2,6 della Svezia; 5,6 degli Usa). Aumenta anche il numero degli omicidi di cui è individuato il colpevole: il 61,5% cento nel 2006 contro il 58,4 dell'anno precedente (il dato fa riferimento ai casi risolti entro un anno e restano quindi quasi esclusi i delitti di mafia, dove le indagini sono molto più complesse, mentre hanno giustizia il 99% dei delitti in famiglia). La famiglia continua ad uccidere più delle mafie (31,7% contro il 25,2%), molto più della temuta microcriminalità (12,7%). Ansa.it
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