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Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità ProfessioneReporter
pubblicato da scaccia domenica, 01 giugno 2008, 18:32 in libano, guerre
LE BOMBE A GRAPPOLO. (...) “Una vittoria di civiltà” è stato definito enfaticamente l’accordo di Dublino dove nei giorni scorsi dove ben 111 nazioni hanno deciso di metterle al bando. Ma in pochi hanno sottolineato lo scarso valore dell’accordo poichè non hanno aderito proprio i Paesi che maggiormente le producono: Stati Uniti, Israele, Russia, Cina, India e Pakistan. Forse non casualmente quelli dotati di armi atomiche (e non tutti, com’è noto, hanno democrazie liberali). “Le bombe a grappolo - hanno dichiarato le autorità americane - sono indispensabili per la sicurezza delle nostre truppe”. E la sicurezza degli altri? (...) Commenti sul blog Tg1
pubblicato da latorredibabele domenica, 01 giugno 2008, 13:01 in libano
Dopo due anni tornano a casa le salme dei soldati israeliani uccisi durante la guerra del 2006 che ha visto scontrarsi Hezbollah, il movimento scita con base in Libano, e lo stato ebraico. I corpi dei militari sono stati consegnati oggi al Comitato internazionale della Croce Rossa. A riferirlo alla televisione libanese è il responsabile della sicurezza del movimento islamico, Wafik Safa. “Abbiamo consegnato al Comitato internazionale della Croce Rossa le salme dei soldati israeliani uccisi durante la guerra del 2006, e lasciati dall’esercito di Israele in Libano”, ha detto Wafik Safa, senza aggiungere particolari. La consegna è avvenuta in risposta al rilascio Nissim Nasser, un libanese accusato di spionaggio e liberato oggi dagli israeliani dopo sei anni di carcere. Sono giorni, infatti, che il “Partito di Dio” e Israele stanno trattando per lo scambio. Safa non ha voluto dire se tra la salme consegnate vi siano anche quelle dei due soldati israeliani catturati da Hezbollah il 12 luglio 2006. Proprio il rapimento di quei due soldati aveva dato avvio alla guerra tra Israele e il movimento sciita nel 2006, guerra che durò 34 giorni. Beirut
pubblicato da latorredibabele venerdì, 09 maggio 2008, 19:26 in libano
In poche ore i miliziani del movimento sciita Hezbollah hanno preso il controllo di gran parte di Beirut ovest e hanno messo a tacere tre importanti organi d'informazione della coalizione governativa antisiriana, mentre uomini armati del partito sunnita di maggioranza si sono arresi e hanno consegnato le armi all'esercito libanese nei loro ultimi bastioni. Beirut appare una città deserta, presidiata dai blindati: l'attività nel porto è sospesa fino a nuovo ordine, i generi di prima necessità cominciano a scarseggiare e chi si avventura fuori di casa cerca di fare scorte. Ansa.it Libanoblog Libanotag
Povera Beirut. Ricordo le passeggiate gradevoli nell'isola pedonale, le chiacchiere con gli amici, la cucina mediterranea nei ristorantini sotto i portici, quelle scarpinate a vedere il mare. Ricordo soprattutto l'allegria: sparita, d'un colpo, per l'ennesima volta nella storia libanese. Il destino di un popolo senza pace.
pubblicato da latorredibabele venerdì, 14 marzo 2008, 22:55 in libano, guerre
La politica estera irrompe nella campagna elettorale. Ad accendere il dibattito le dichiarazioni del'ex ministro della Difesa Antonio Martino su un possibile disimpegno dell'Italia in Libano. In un'intervista Martino ha affermato: «Occorrerebbe ridurre drasticamente o cancellare la nostra presenza militare in Libano, aumentare significativamente il numero dei nostri uomini in Afghanistan e inviare istruttori militari in Iraq e Kosovo». Parole che hanno provocato la dura replica del centrosinistra. Corriere. it Senza entrare nel merito politico, ma limitandoci ad analizzare la situazione sul campo, una cosa è certa: se andasse via la forza multinazionale dal Libano in pochi minuti si scatenerebbe l'inferno. Senza considerare oltretutto che l'esperienza libanese, la prima in assoluto interamente europea, ha segnato uno spartiacque importante, con l'unione finalmente protagonista e non più succube delle decisioni americane. Certamente a qualcuno dà fastidio, cioè a quelli che non gradiscono un arbitro finalmente imparziale. L'idea di Martino non è sicuramente frutto di spirito umanitario anche perchè sposterebbe i nostri militari in Iraq. Già, in Iraq: perchè dovremmo tornare?
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